Testo Unico Forestale

Condotta aderisce all'appello della Accademia dei Georgofili per l'approvazione

Post date: 4-mar-2018 11.04.44

Nelle ultime settimane sono state rese pubbliche delle valutazioni critiche sul Testo unico in materia di foreste e filiere forestali, attualmente in fase di approvazione finale da parte del Consiglio dei Ministri prima di essere sottoposto alla firma definitiva del Presidente della Repubblica. Vogliamo chiarire la nostra posizione su questa norma, sia per quello che riguarda il metodo che il merito.

Il metodo.

Il Testo unico è frutto di un lavoro di confronto e partecipazione pubblica durato 4 anni e riprende in gran parte un testo licenziato nel luglio 2015 dal Tavolo di settore “Foresta e legno” del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Ministero che negli ultimi anni ha finalmente cercato di dare corpo a quel mandato di coordinamento delle politiche forestali che è nella sua stessa denominazione, anche alla luce delle profonde revisione degli assetti istituzionali del Paese nelle funzioni e competenze forestali (soppressione delle Comunità montane, assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri, riorganizzazione dei ruoli, eliminazione di servizi e riassegnazione delle funzioni di gestione, controllo e vigilanza del territorio). In attuazione della Legge delega n.154 del 2016, si è data prosecuzione al processo di revisione e armonizzazione della normativa nazionale già vigente in materia forestale (D.lgs.227 del 2001 recante "Orientamento e modernizzazione del settore forestale, a norma dell'articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57) in coerenza con la strategia nazionale definita dal Programma quadro per il settore forestale (comma 1082 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296), la normativa europea e gli impegni assunti in sede comunitaria e internazionale (Forest Europe).

La proposta di riforma, dopo il suo lancio al Forum Nazionale delle Foreste organizzato nel novembre 2016 a Roma (www.reterurale.it/foreste), è andata incontro ad una serie di dibattiti pubblici, organizzati in diverse località del paese (Cuneo, Trento, Padova, Amatrice, Potenza, Foggia), ed è stata oggetto di diverse discussione in ambito tecnico-scientifico e in varie sedi congressuali. Contemporaneamente il testo è stato in profondità discusso e “concertato” con il Ministero dell’Ambiente, dei Beni culturali e dell’Economia e inviato al Consiglio dei Ministri per una prima lettura e per procedere all’avvio delle consultazioni istituzionali richieste dalla Legge delega.

È stato, quindi, presentato alla Conferenza unificata Stato-Regioni, dove è stato approvato con modifiche vincolanti, in Consiglio di Stato che ha espresso un parere estremamente positivo e alle Commissioni competenti di Camera e Senato. Queste ultime hanno richiesto e ottenuti pareri e osservazioni dalle principali organizzazioni della società civile e del mondo scientifico che hanno espresso un generale apprezzamento accompagnato, in alcuni casi, da proposte migliorative, osservazioni e richieste di cui, su mandato politico delle Commissioni e nei limiti di competenza definiti dalla Delega, si è tenuto conto nella versione successiva e consolidata del documento.

Non si ricorda nella storia del settore forestale italiano una esperienza così ampia e partecipata di elaborazione di un testo normativo.

Questo è un segnale positivo e importante, che si accompagna alla parallela scelta di istituire una Direzione Foreste presso il Ministero per dare dignità e capacità operativa alle autorità centrali dello Stato in un settore che riteniamo strategico per lo sviluppo del paese. Per questo sembrano strane le critiche fatte in questi giorni al decreto, critiche che spesso non entrano nel merito degli articoli della norma, esulano dalla competenza del mandato di delega e sono caratterizzate da toni ultimativi e drammatizzanti.

Il merito.

Giustamente la rivista tecnica Sherwood, riservandosi di commentare i contenuti della norma con maggior dettaglio nel futuro, ha evidenziato quello che il decreto non comporterà:

• non eliminerà alcuna legge di tutela ambientale vigente;

• non eliminerà alcuna area protetta, di nessun tipo;

• non eliminerà la richiesta di autorizzazione ai fini paesaggistici, là dove è richiesta oggi;

• non eliminerà l’autorizzazione ai fini del vincolo idrogeologico;

• non toglierà la potestà alle Regioni e alle Province Autonome in materia di foreste, pertanto rimarranno in vigore tutte le leggi, i regolamenti e le prescrizioni di tutela attuali;

• non prevede alcun esproprio delle proprietà.

In calce a questa dichiarazione si entra nel merito delle principali critiche fatte alla norma.

Il Testo unico, che si ricorda essere un testo di indirizzo nazionale per una materia di competenza concorrente tra Regioni e Stato, ha evidentemente dei limiti, in primis legati al fatto che – come esplicitamente previsto nella delega al Governo – non viene attivato alcun impegno finanziario per lo Stato.

Sarebbe, tuttavia, assurdo e incomprensibile non approvare una norma specificatamente rivolta alla valorizzazione della selvicoltura quale elemento fondamentale per lo sviluppo socio-economico e per la salvaguardia ambientale del territorio della Repubblica italiana, e sulla quale si è fatto un eccezionale investimento di energie intellettuali e di capacità di negoziazione, motivato e razionalmente basato sulla esclusiva finalità di migliorare le condizioni delle risorse forestali nazionali e delle aree, soprattutto interne e montane, che le interessano.

Si approvi, quindi, il Testo unico e, anche nell'elaborazione dei Decreti attuativi, si continui quell'esperienza di dialogo e di leale collaborazione tra istituzioni, società civile e cittadini che si è avviata in questi anni.

Una risposta nel merito alle principali osservazioni critiche al Testo Unico

La materia forestale è una materia di interesse strategico per l’Italia e sempre più trasversale a diverse politiche.

Il Governo italiano ha sottoscritto diversi accordi internazionali ed è impegnato a dar seguito alle indicazioni dell’Unione Europea (UE) in materia di conservazione ambientale e paesaggistica, lotta e adattamento al cambiamento climatico, contenimento del dissesto idrogeologico, sviluppo socioeconomico e decarbonizzazione dei sistemi energetici, bioeconomia e lotta al commercio illegale del legname.

Si tratta di campi di azione politica che hanno influenzato e che influenzeranno sempre più la selvicoltura e le scelte sulla gestione delle risorse forestali del nostro Paese.

Un tema tanto complesso dal punto di vista scientifico e tecnico, quanto delicato e di estrema sensibilità sociale e politica.

Dopo un percorso di consultazione e confronto pubblico durato 4 anni, una proposta di Testo unico in materia di foreste e filiere forestali sta per essere approvata dal Consiglio dei Ministri.

La proposta prevede, in attuazione della legge delega n.154 del 2016, la revisione e armonizzazione della normativa nazionale vigente (D.lgs.227 del 2001 recante "Orientamento e modernizzazione del settore forestale, a norma dell'articolo 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57), in coerenza con la strategia nazionale definita dal Programma quadro per il settore forestale (comma 1082 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296), le normative europee e gli impegni assunti in sede internazionale.

Molto clamore è stato sollevato nelle ultime settimane alla notizia della prossima approvazione del Testo unico.

In particolare sui social network sono apparse osservazioni e critiche presentate da cittadini, associazioni ed anche alcuni docenti universitari.

Denominatore comune delle perplessità avanzate rimane la paura di favorire con l’approvazione del Testo unico la riduzione e il degrado del patrimonio boschivo italiano, la distruzione della biodiversità e del paesaggio del bel Paese a favore di utilizzazioni produttive, in particolare quelle a fini energetici, addirittura coinvolgendo i boschi di aree protette.

Parlare di rischio di deforestazione in un paese in cui la copertura forestale è più che raddoppiata nell’ultimo secolo ed è ancora in fase di forte espansione significa creare inutili allarmismi: l’Italia è un paese ricco di foreste (39% della superficie territoriale) e lo sarà sempre di più nel futuro.

Parlare di eccesso di tagli a fini di produzione di legname a uso industriale ed energetico in un paese che ha uno dei più bassi tassi di prelievo (rapporto tra utilizzazioni ed incremento annuo) nell’ambito dell’UE significa fare cattiva informazione.

In questi anni l’estensione della superficie forestale ha superato quella delle superfici agricole e si sta ponendo sempre più un problema complesso e delicato su come tutelare e gestire questo capitale naturale, evitando processi di abbandono e degrado, come la catastrofica esperienza degli incendi del 2017.

Il Testo unico, in coerenza con gli accordi internazionali e le norme comunitarie in materia ambientale, si ispira al concetto della Gestione Forestale Sostenibile (GSF) quale strumento per proteggere attivamente le risorse, anche tramite la loro valorizzazione economica.

Il Testo unico chiarisce, quindi, gli obiettivi e le regole generali e comuni per dare un significato concreto al necessario bilanciamento tra protezione ambientale, creazione di occupazione in aree montane e offerta di materie prime rinnovabili, un bilanciamento che operativamente è, in base al dettato costituzionale, dato in capo alle Regioni e Province autonome.

Per questa ragione il Testo unico definisce, nel rispetto del riparto delle competenze tra Stato e Regioni (Titolo V della Costituzione) un chiaro indirizzo e coordinamento unitario nazionale per una disciplina che è, e deve rimanere, multilivello e multisettoriale.

Al fine di rendere operativa una politica forestale coordinata, nel Testo unico vengono previsti sette decreti attuativi concertati tra Ministeri e Regioni non solo per la definizione di una nuova Strategia forestale nazionale, ma soprattutto per costruire criteri e indirizzi minimi nazionali su temi di estrema attualità per il settore come la formazione degli operatori, l’iscrizione agli albi delle imprese competenti, il riconoscimento dello stato di abbandono colturale del bosco, gli indirizzi di gestione forestale e la predisposizione degli strumenti della pianificazione forestale.

Il Testo unico si basa infatti, non solo su riconosciute considerazioni scientifiche, ma anche su un attento studio della normativa di settore vigente nelle 21 Regioni e Province autonome e una comparazione delle normative forestali adottate dai Paesi membri dell’UE che prevedono una attiva convivenza dell’interesse economico dei proprietari forestali (pubblici o privati) con l’interesse pubblico generale (ex multis Austria, Francia, Spagna, Germania).

Nell’aggiornare le disposizioni già previste e consolidate con il Dlgs 227 del 2001, si introducono importanti innovazioni che non minano le competenze e le prescrizioni già previste dalle normative nazionali inerenti la conservazione ambientale e paesaggistica.

Il Testo unico fornisce elementi tecnici e operativi che permetteranno, nell’attuazione delle norme regionali, di garantire una maggiore efficacia nell’intervento di tutela e gestione, a partire da una definizione comune di bosco, che consente di applicare più efficacemente e speditamente la normativa in materia ambientale e paesaggistica di competenza esclusiva dello Stato.

Nel rispetto dell’autonomia sancita dall’art. 117 della Costituzione, le Regioni e le Province autonome possono integrare e specificare tale definizione, in relazione alle proprie esigenze e caratteristiche, così come quella delle aree assimilate a bosco e delle aree escluse dalla definizione di bosco, con il vincolo tuttavia (assente fino ad oggi) che non venga diminuito il livello di tutela e conservazione assicurato alle foreste come presidio fondamentale della qualità della vita.

Uno dei cardini del Testo unico rimane il ruolo della pianificazione forestale in considerazione del fatto che solamente il 15% della superficie forestale nazionale risulta oggi avere un piano di gestione vigente.

La pianificazione forestale ritorna ad essere lo strumento base e imprescindibile per garantire il governo del territorio e tutelare le responsabilità dei proprietari (pubblici e privati) nelle scelte di gestione da adottare in relazione al contesto ecologico e socioeconomico locale.

È importante ricordare che per l’ordinamento nazionale il Testo unico, come la normativa nazionale vigente, si deve limitare a fornire indirizzi e linee guida, nel rispetto delle quali sarà poi compito delle amministrazioni regionali e delle Province autonome individuare nella propria programmazione e pianificazione quelle aree meritevoli di conservazione assoluta e specifica, di restauro o di “gestione attiva” e le scelte gestionali da attuare.

Il Testo unico non prevede assolutamente, come paventato da alcuni male informati, di cambiare confini, regime di tutela e modalità di gestione di quel 27% del patrimonio forestale nazionale rientrante nelle aree protette e nella rete Natura 2000.

Al contrario impone di adottare finalmente politiche integrate di pianificazione territoriale che riconoscano il ruolo dei boschi e dei sistemi forestali nei diversi contesti ecologico-territoriali e socioeconomici, con piani di gestione che definiscano chiaramente, se necessario, le scelte selvicolturali più idonee agli obiettivi di conservazione ed erogazione di tutti i servizi ecosistemici.

Le amministrazioni regionali e delle Province autonome sono chiamate a promuovere esperienze che coniughino conservazione, sostenibilità e uso delle risorse locali valorizzando la fornitura di servizi ambientali di interesse pubblico e riconoscendo anche l’attivazione di schemi di pagamento dei servizi ecosistemici, in attuazione dell’art.70 della legge 28 dicembre 2015, n. 221.

Il Rapporto di Forest Europe sullo Stato delle foreste europee al 2015 (http://www.foresteurope.org/docs/fullsoef2015.pdf) pone

chiaramente in luce come, per tutti gli aspetti legati alla protezione e regolazione dei servizi ecosistemici, l’Italia abbia il più efficace sistema di tutela (vd. Indicatore 4.2A sui sistemi di rigenerazione – pag. 271; 4.3A sulla naturalità delle foreste – pag. 274 e seg.; sulle specie introdotte – pag. 277; 4.9A sulle aree forestali protette - pag. 286 e seg.; 5.1 e 5.2 sulle foreste a fini protettivi - pag. 289 e seg.; 4.8A sulla presenza di necromassa - pag. 278) e il Testo unico si prefigge di mantenere tale primato dell’Italia.

Alcuni commentatori, facendo riferimento agli articoli del Testo unico sui terreni abbandonati, paventano il rischio di un utilizzo improprio dello strumento dell’esproprio della proprietà privata. Il Testo unico non contempla affatto tale ipotesi. Introduce invece il concetto di superficie forestale o agricola abbandonata in coerenza con le indicazioni europee in merito ai pagamenti PAC, e che oltre ad essere già presente in diverse normative regionali vigenti, risulta nel contesto forestale nazionale di estrema attualità.

La definizione e individuazione di superfici abbandonate permetterà di garantire, quando indispensabile in una prospettiva di interesse pubblico, una tutela attiva del patrimonio secondo quanto definito e previsto negli strumenti di pianificazione, anche in assenza di un esplicito consenso del proprietario.

Tale ipotesi è finalizzata a garantire l'incolumità pubblica oggi rappresentata non solo dal dissesto idrogeologico ma anche dagli incendi, dalla propagazione di patogeni e fitopatie, dall’abbandono di detriti e rifiuti che possono mettere a rischio la stabilità del bosco e la sua capacità di fornire servizi ecosistemici. Se i proprietari non sono in grado di dare attuazione alle prescrizioni previste nei piani, soprattutto per quanto riguarda la protezione e l’erogazione di servizi ecosistemici utili alla comunità, il Testo unico prevede la sostituzione unicamente nella gestione del bene, e non l’esproprio, lasciando quindi intatto il diritto di proprietà.

Sono state date da alcuni commentatori indicazioni di lasciare “all’evoluzione naturale il patrimonio forestale italiano” ma tale affermazione non tiene in considerazione che il 92% della superficie forestale nazionale, secondo quanto registrato nell’Inventario nazionale delle foreste e dei serbatori di carbonio del 2005, è fortemente antropizzato, è stato utilizzato in maniera intensiva per secoli con una semplificazione della composizione delle specie e della struttura.

In genere non si tratta, quindi, di foreste naturali, ad alta resilienza, ma di soprassuoli fragili, da indirizzare a condizioni di maggior stabilità.

È per questo che nel Testo unico, accanto alla tutela e al riconoscimento dei valori di naturalità e di grande recupero avvenuto in questi decenni, si richiama con forte convinzione e su riscontrabili evidenze scientifiche, nazionali e internazionali, comprese le Risoluzioni di Forest Europe, la necessità di riprendere, nelle situazioni che la pianificazione riconoscerà come idonee, una “gestione attiva” del patrimonio forestale nazionale secondo i canoni della Gestione Forestale Sostenibile, per il mantenimento dell’alta biodiversità delle nostre fitocenosi e la prevenzione dei fenomeni di degrado, che il cambiamento climatico renderà sempre più frequenti e destabilizzanti.

Il Testo unico indica infatti alle amministrazioni il compito di provvedere, oltre che alla tutela delle aree forestali storicamente gestite, anche al recupero e alla rinaturalizzazione delle aree degradate o abbandonate, in coerenza con i piani paesaggistici approvati e che abbiano contemplato l’argomento.

Tali indicazioni sono state formulate in concerto con il MATTM e il MIBACT, che hanno contribuito alla stesura del testo del Decreto evidenziando gli obiettivi in materia di “tutela della natura e della biodiversità” nonché di “adattamento ai cambiamenti climatici” e di conservazione del paesaggio storico e del mosaico paesaggistico.

Infine il Testo unico, diversamente da quanto evidenziato da alcuni commentatori, non si concentra solamente sulla necessità di disciplinare le attività di gestione e promuovere lo sviluppo di filiere legate alla produzione di legname, ma considera anche il ruolo fondamentale, dal punto di vista socio-culturale e per lo sviluppo della bio-economia, dei prodotti forestali legnosi e non legnosi (funghi, tartufi, sughero, castagne, erbe aromatiche e medicinali, …), così come di tutte le attività turistico-ricreative, didattiche, sportive e culturali che sono legate alla presenza e gestione delle foreste.

L’Italia ha grandi responsabilità nella gestione delle proprie foreste, responsabilità accresciute dal fatto che il paese dipende fortemente dall’importazione di legname dall’estero, una dipendenza che crea non di rado problemi molto critici alla qualità e stabilità delle risorse e delle comunità dei nostri fornitori, paesi che cercano di percorrere cammini di sviluppo sociale ed economico che l’importazione di legname, ancor più quando illegale, certamente non favorisce.

Inoltre, l’Italia, paese povero di risorse energetiche, ha una grande responsabilità nel definire modalità corrette di utilizzo di quella che è la prima risorsa rinnovabile nazionale (Rapporto SEN2017).

Il paese europeo più ricco di biodiversità forestale ha grandi responsabilità rispetto alla tutela di fenomeni di degrado sempre più evidenti, in gran parte dovuti al fatto che gli italiani non apprezzano il valore delle loro foreste, un capitale naturale che se fosse correttamente conosciuto e valorizzato sarebbe certamente meglio difeso.

Sono queste le sfide che il Testo unico, nei limiti di un documento normativo, concertato in anni di lavoro con portatori di interesse e amministrazioni a vario ruolo competenti e sottoposto al vincolo pesante di non gravare sulle spese dello Stato, ha cercato di affrontare individuando alcuni strumenti di sviluppo.

I “forti dubbi scientifici, tecnici e giuridici” espressi da alcuni commentatori rinforzano la convinzione che sia fondamentale proseguire e approfondire un dialogo tra le parti sociali che, al di là dell’auspicabile definitiva approvazione del Testo unico, apra, come il processo partecipativo dell’ultimo anno ha dimostrato possibile, una stagione di leale e costruttiva collaborazione nella gestione della più grande infrastruttura verde del paese e ad un riconoscimento della selvicoltura quale elemento fondamentale per lo sviluppo socio-economico e per la salvaguardia ambientale del territorio della Repubblica, nonché alla conservazione, alla crescita e alla razionale gestione del patrimonio forestale nazionale.

FIRMATARI DELL'APPELLO

UNIVERSITA'

Agrimi Mariagrazia Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Alberti Giorgio Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali, Università degli Studi di Udine

Anselmi Naldo Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Ascoli Davide Dipartimento di Agraria, Università degli Studi di Napoli

Balsi Marco Dipartimento di ingegneria dell'Informazione elettronica e Telecomunicazioni, Università La Sapienza

Barbati Anna Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Barbera Giuseppe Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali, Università di Palermo

Battipaglia Giovanna Dipartimento scienze e tecnologie ambientali biologiche e farmaceutiche, Università della Campania "L. Vanvitelli"

Beretti Roberta Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino

Biasi Rita Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Blasi Emanuele Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Bovio Giovanni Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino

Brun Filippo Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino

Carbone Francesco Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Carrosio Giovanni Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Università di Trento

Cavalli Raffaele Direttore Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova

Coderoni Silvia Department of Economics and Social Sciences, Università Politecnica delle Marche

Corti Giuseppe Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze

Crosetti Alessandro Dipartimento di Giurisprudenza, Università degli Studi di Torino

De Angelis Paolo Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Defrancesco Edi Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova

Ferrucci Nicoletta Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova

Ferrara Agostino Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali, Università degli Studi della Basilicata

Fioravanti Marco Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze

Galletto Luigi Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova

Garbarino Matteo Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino

Garfi Vittorio Dipartimento di Bioscienze e Territorio, Università degli Studi del Molise

Gatto Paola Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova - Coordinatrice LM Forest Science,

Gerbi Vincenzo Dipartimento Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari Università di Torino

Gherardo Chirici Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze

Giannini Raffaello Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze

Giordano Giuseppe Ervedo Professore emerito di Selvicoltura e Assestamento forestale

Grigolato Stefano Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova

Harfouche Antoine Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Hofmann Amerigo Professore emerito di Selvicoltura e Assestamento forestale

Inglese Paolo Dipartimento Scienze Agrarie e Forestali, Università degli Studi di Palermo

Kuzminsky Elena Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

La Fortezza Raffaele Dipartimento di scienze agroambientali e territoriali, Università degli Studi di Bari

La Mela Veca Donato Dipartimento Scienze Agrarie Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Palermo

Lasserre Bruno Dipartimento di Bioscienze e Territorio, Università degli Studi del Molise

Leone Vittorio Dipartimento di Scienze, Università degli Studi della Basilicata

Lombardi Fabio Dipartimento di Agraria, Universitá degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria

Lovreglio Raffaella Dipartimento di Agraria, Università degli studi di Sassari

Maetzke Federico Dipartimento di Metodi e Modelli per l'Economia, il Territorio e la Finanza , Università degli Studi La Sapienza, Roma

Magnani Federico Dipartimento Scienze e tecnologie Agroalimentari, Università degli Studi di Bologna

Maltoni Alberto Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze

Marangon Francesco Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche, Università di Udine; Presidente SIDEA

Marchetti Marco Centro di Ricerca Aree interne e Appennini, Presidente Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale, SISEF

Marchi Enrico Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze

Marinari Sara Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Marino Davide Dipartimento di Bioscienze e Territorio, Università degli Studi del Molise

Marziliano Pasquale Dipartimento di Agraria, Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria

Masiero Mauro Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova

Minotta Gianfranco Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino

Motta Renzo Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino

Nola Paola Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Ambiente, Sezione Ecologia del Territorio, Università degli Studi di Pavia

Paci Marco Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze

Panunzi Stefano Dipartimento di Bioscienze e Territorio, Università degli Studi del Molise

Papale Dario Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Pettenella Davide Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova, Coordinatore Dottorato LERH

Pisani Elena Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova

Piussi Piero Professore Emerito di Selvicoltura

Pomarici Eugenio Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova

Portoghesi Luigi Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Raddi Sabrina Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze

Raffaella Marzano Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino

Ripullone Francesco Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali, Università degli Studi della Basilicata

Romagnoli Manuela Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Sabatti Maurizio Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Salbitano Fabio Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze

Sallustio Lorenzo Dipartimento di Bioscienze e Territorio, Università degli Studi del Molise

Sanesi Giovanni Dipartimento di scienze agroambientali e territoriali, Università degli Studi di Bari

Santopuoli Giovanni Dipartimento di Bioscienze e Territorio, Università degli Studi del Molise

Scarascia Mugnozza Giacomo Dipartimento di scienze agroambientali e territoriali, Università degli Studi di Bari

Scarascia Mugnozza Giuseppe Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Secco Laura Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova

Sitzia Tommaso Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova

Tagliavini Massimo Dipartimento Scienze e Tecnologie, Libera università di Bolzano -Presidente SOI

Thiene Mara Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova

Tognetti Roberto Dipartimento Agricoltura Ambiente e Alimenti, Università del Molise

Tonon Giustino Dipartimento di Scienze e Tecnologie, Libera Università di Bolzano

Togni Marco Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze

Travaglini Davide Dipartimento Gestione dei Sistemi Agrari Alimentari e Forestali, Università degli Studi di Firenze

Trestini Samuele Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova

Urbinati Carlo Dipartimento di scienze agrarie alimentari e ambientali, Università Politecnica delle Marche

Vacchiano Giorgio Dipartimento di Scienze Agrarie e ambientali, Università degli Studi di Milano

Valentini Riccardo Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Vannini Andrea Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Vettraino Anna Maria Dipartimento per l'Innovazione nei Sistemi Biologici Agroalimentari e Forestali, Università della Tuscia

Zanetti Michela Dipartimento Territorio e sistemi agroforestali, Università degli Studi di Padova

Zanuttini Roberto Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari, Università degli Studi di Torino

Zimbalatti Giuseppe Direttore Dipartimento di Agraria, Universitá degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria

ENTI DI RICERCA

Allegretti Ottaviano Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR

Berti Stefano Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR

Brunetti Michele Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR

Calvo Enrico Ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste - ERSAF Lombardia

Cantiani Paolo Centro di ricerca Foreste e Legno, CREA - Arezzo

Cavallaro Valeria Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR

Centritto Mauro Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR

Cesaro Luca Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Trento

Chiarabaglio Irma Centro di Ricerca Foresta e Legno, CREA - Casale

Collalti Alessio Foundation euroMediterranean Center on Climate Change - CMCC - IAFES

Corona Piermaria Direttore Centro di Ricerca Foresta e Legno, CREA - Arezzo

Costantini Giuseppina Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Potenza

Cuccui Ignazia Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR

De Dato Giovanbattista Centro di Ricerca Foresta e Legno, CREA - Arezzo

Ducci Fulvio Centro di Ricerca Foresta e Legno, CREA - Arezzo

Fares Silvano Centro di Ricerca Foresta e Legno, CREA - Roma

Gianmario Nava ARPA, Regione Piemonte

Giovannelli Alessio Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR

Godone Danilo Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica, CNR

Lambardi Maurizio Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR

Licciardo Francesco Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Lombardia

Lucci Stefano Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale -ISPRA, Roma

Maluccio Saverio Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Roma

Macchioni Nicola Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR

Marandola Danilo Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Roma

Marinangeli Francesca Centro di Ricerca Foresta e Legno, CREA - Arezzo

Matteucci Giorgio Direttore Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo, CNR

Monteleone Alessandro Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Roma

Negri Martino Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR

Nocetti Michela Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR

Palanti Sabrina Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR

Paletto Alessandro Centro di Ricerca Foresta e Legno, CREA - Arezzo

Paoletti Elena Istituo Protezione Piante, CNR

Perugini Lucia Foundation euroMediterranean Center on Climate Change - CMCC - IAFES

Pizzo Benedetto Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR

Rapella Alessandro Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste - ERSAF Lombardia

Riggi Ezio Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR

Romano Raoul Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Roma

Salis Michele Istituto di Biometerologia, CNR

Salvati Luca Centro di Ricerca Foresta e Legno, CREA - Arezzo

Scarascia Mugnozza Gabriele Geologia Applicata di Sapienza, Università di Roma; Presidente Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile

Scrinzi Gianfranco Dirigente di Ricerca Consiglio della Ricerca in Agricoltura e l'analisi dell'economia agraria - CREA

Spinelli Raffaele Istituto per la Valorizzazione del Legno e delle Specie Arboree, CNR

Storti Daniela Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Roma

Vanni Francesco Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Roma

Zezza Annalisa Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Roma

Zumpano Catia Centro di Ricerca Politiche e Bioeconomia, CREA - Roma

ASSOCIAZIONI

Accademia dei Geogofili

Agronomi e Forestali Senza Frontiere

Associazione Forestale di Pianura

Associazione Forestale Italiana, AFI

Associazione Italiana Energie Agroforestali- AIEL

Associazione Pro Silva Italia

Associazione Program for Endorsement of Forest Certification Schemes, PEFC Italia

Condotta Forestale - Associazione degli interessi e delle comunità forestali

Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Forestali, CONAF

Coordinamento Nazionale delle Imprese Boschive

Federazione dei Parchi e delle Riserve Naturali

Federazione Italiana Dottori in Agraria e Forestali, FIDAF

Federazione Risorse Boschive e Coltivazioni Legnose, Confagricoltura

Federforeste

Fondazione Montagna Italia

FORESTABRUZZO - Consorzi forestali associati

Forests Stewardship Council, FSC

Kyoto Club

Legambiente Onlus

Società Italiana di Genetica Agraria

Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale, SISEF

Unione Nazionale Comuni Comunità ed Enti Montani, UNCEM

ADESIONI VOLONTARIE

Antonio Nicoletti Legambiente Onlus

Bertani Remo Progettista e pianificatore forestale, RDM Progetti s.r.l

Borghetti Marco Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali, Università degli Studi della Basilicata

Bottai Lorenzo Progettista e pianificatore ambientale e forestale

Brunori Antonio Programme for Endorsement of Forest Certification schemes, PEFC Italia

Calliari Gabriele Presidente Federforeste

Cameroni Laura Vice-Presidente ODAF CO-LC-SO, Coordinatrice tecnica del Dipartimento Sistemi verdi e forestali di FODAF Lombardia.

Clementi Umberto Servizio Territorio, Ambiente e Protezione civile – Agricoltura e Foreste, Comunità Montana Alta Valtellina

Cotterchio Augusto Progettista e pianificatore ambientale e forestale

D’Orlando Maria Cristina Presidente PEFC Italia

Dotta Alberto Direttore Consorzio Forestale Alta Valle Susa

Ferrante Francesco Vicepresidente Kyoto Club

Franca De Ferrari Regione Puglia, Ufficio Foreste

Frattegiani Mauro Presidente Pro Silva Italia

Gabriele Peterlin Regione Piemonte, Ufficio Foreste

Gasbarro Concezio Presidente Federazione Risorse Boschive e Coltivazioni Legnose, Confagricoltura

Giampiero Sammuri Presidente di Federparchi- Europarc Italia

Giovanna lampreu Regione Sardegna

Giulio Ciccalè Regione Marche, Dirigente Ufficio foreste

Graziano Bagnoli Unione Montana Alta Val di Cecina

Lo Bianco Luca Direttore Scientifico Fondazione Montagna Italia

Lorenzo Camoriano Regione Piemonte, Ufficio Foreste

Luca Carletti Studente di Scienze forestali e Ambientali

Maglioni Fabrizio Regione Piemonte, Direzione OO.PP., Dif. del Suolo, Montagna, Foreste, Prot. Civile, Trasporti e Logistica

Maracchi Giampiero Presidente Accademia dei Georgofili

Marco Corgnati - Torino Regione Piemonte, Ufficio Foreste

Massimo Stroppa Regione Friuli Venezia Giulia, Ufficio Foreste

Michela Benato Siena Progettista e pianificatore ambientale e forestale

Montaghi Alessandro Ricercatore forestale PhD

Pezzotti Mario Presidente Società Italiana di Genetica Agraria

Pierluca Gaglioppa Regione Lazio, Area Foreste e Servizi Ecosistemici

Rossi Luigi Presidente della Federazione Italiana Dottori in Agraria e Forestali

Scotti Roberto School of Forestry, Nuoro, Università di Sassari

Simona Pallanza Commissario superiore del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (CFVA)

Sisti Andrea Presidente Consiglio dell'Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Forestali, CONAF

Valese Eva Progettista antincendio boschivo